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In Europa vince la qualità dei formaggi italiani

Qualità, gusto e sicurezza alimentare, ma anche sostenibilità e attenzione al benessere animale....

In Europa vince la qualità dei formaggi italiani

Qualità, gusto e sicurezza alimentare, ma anche sostenibilità e attenzione al benessere animale. Per i consumatori europei sono queste le carte vincenti dei formaggi italiani, secondo un’indagine di Nomisma pubblicata di recente dal quotidiano Il Sole 24Ore. Concetti che suonano familiari qui in Latteria di Chiuro. Da sempre infatti la qualità del nostro latte e la genuinità della produzione sono al centro del nostro lavoro. Da anni abbiamo avviato iniziative concrete per rendere i nostri impianti più green, con progetti di risparmio energetico e non solo. E per i nostri allevatori il benessere degli animali è un punto d’attenzione costante.

Qualità, gusto, sicurezza

L’indagine realizzata da Nomisma ha analizzato le abitudini d’acquisto dei consumatori di Francia, Regno Unito, Germania, Spagna e Svizzera durante l’ultimo anno. Questi mercati nel complesso valgono il 55% dell’intero export caseario italiano, segnala Il Sole 24Ore. Per analizzarli Nomisma ha utilizzato interviste su campioni mirati di consumatori di ogni età e ceto sociale.
Secondo i dati, 7 consumatori europei su 10 hanno acquistato almeno una volta dei formaggi italiani negli ultimi 12 mesi. Un dato che diventa ancor più significativo considerando i riflessi della pandemia sui mercati e sulle abitudini di tutti.

Il 66% dei consumatori indica l’alta qualità e il gusto inconfondibile fra le caratteristiche principali dei formaggi made in Italy. Una quota importante sottolinea fra i pregi delle produzioni italiane le garanzie in tema di sicurezza alimentare e tracciabilità, segnala sempre il quotidiano economico.

I “Millennials”, un mercato da scoprire

Nella fascia d’età 18 – 40 anni i formaggi italiani Dop e Igp non sono molto conosciuti, evidenzia l’indagine Nomisma. Però i “Millennials” indicano fra le loro priorità di scelta una serie di temi ai quali le produzioni tradizionali italiane corrispondono molto bene. Quali? Sostenibilità, tracciabilità, trasparenza, benessere animale.
Una fotografia interessante, insomma, per un settore che nel complicatissimo 2020 ha dimostrato “resilienza”, conclude il Sole.