Azienda e territorio

Il latte si colora di solidarietà per Aido e Admo

“Io dono: non so per chi, ma so perché!”. Con questo messaggio sulle confezioni del latte...

Il latte si colora di solidarietà per Aido e Admo

“Io dono: non so per chi, ma so perché!”. Con questo messaggio sulle confezioni del latte parte la campagna della Latteria di Chiuro a sostegno di Aido e Admo, l’Associazione italiana donatori di organi e l’Associazione donatori di midollo osseo. Già in passato la Latteria ha “ospitato” campagne di sensibilizzazione e informazione sui packaging dei prodotti, a partire dal latte: un alimento sano e completo che diventa portavoce di tanti temi legati alla salute. Ora, per il mese di agosto, tocca ad Aido e Admo, con un obiettivo chiaro. Portare nelle case la cultura della donazione, per sensibilizzare i cittadini su temi ancora affrontati con un po’ di paura e diffidenza.

Il latte fa bene, anche alla cultura della donazione

Aido e Admo hanno accettato con entusiasmo l’idea della Latteria, che consentirà di raggiungere un gran numero di cittadini di tutte le età, attraverso un gesto semplice e quotidiano come bere il latte. “Nell’iniziativa proposta dalla Latteria di Chiuro abbiamo coinvolto anche Admo – spiega Maurizio Leali dell’Aido – perché è un’importante opportunità per lanciare un messaggio sulla donazione e sulla solidarietà. Con Admo e Avis collaboriamo già da tempo sul territorio e questa campagna è un ulteriore tassello”.

Una Valle attenta e sensibile

L’Aido è attiva in provincia di Sondrio da molti anni, con diversi gruppi comunali. Obiettivo, sensibilizzare in merito alla donazione di organi, tessuti e cellule. E la popolazione sta dimostrando attenzione, spiega Leali. “A fine 2019 risultano 9.261 iscritti, con un incremento di 625 nuovi soci – sottolinea -. È un dato mai raggiunto dalla sezione provinciale di Sondrio”. La legge “Una scelta in Comune” consente di esprimere la propria volontà di donare con un semplice modulo all’Ufficio anagrafe, in occasione del rinnovo della carta d’identità. In provincia “sono attivi 73 Comuni su 77, che rappresentano la quasi totalità della popolazione”, spiega ancora il presidente Aido. “I consensi raccolti sono pari al 84% e i dinieghi al 16%. Si tratta di un dato nettamente migliore della media nazionale e regionale”, segnala Leali.

Insieme, per fare ancora di più

Anche per Admo i dati locali sono superiori alle medie nazionali e l’associazione vuole farli crescere ancora. “Dare la disponibilità a donare significa poter diventare fonte di vita per gli altri”, spiegano Leali e Piero Pallavicini dell’Admo. “Senza donatori di midollo osseo molti malati di leucemia e altre patologie sono destinati a non sopravvivere – spiega Pallavicini -. Solo un donatore su 100.000 è “compatibile” per offrire la possibilità di sopravvivenza ad un malato. Quindi è determinante che sia disponibile maggior numero di possibili donatori “registrati”, dei quali siano note le caratteristiche genetiche. Gli iscritti in Italia tra i potenziali donatori sono 449.860 con un indice dell’1,12%. In provincia di Sondrio siamo 2.989 con un indice del 3,3%, a dimostrazione di una reale sensibilità dei nostri concittadini”.

Più informazione contro paure e diffidenza

Quando si parla di donazione del midollo osseo spesso “si crea una paura ingiustificata”, prosegue Pallavicini. Spesso infatti lo si confonde con il midollo spinale e si pensa a procedure potenzialmente pericolose per il donatore. “Non è cosi”, dice Pallavicini. “Da 4-5 anni – aggiunge – nel 70/80% dei casi la donazione non avviene più dal prelievo di midollo osseo, ma con un semplice prelievo di plasma”.
Proprio per diffondere un’informazione corretta e per sfatare diffidenze infondate, le associazioni portano sul territorio conferenze, incontri pubblici, eventi, progetti con le scuole superiori. E la campagna della Latteria di Chiuro sarà un altro passo, per raggiungere più persone possibile.