L'educazione nasce dalle relazioni
Da alcuni anni, sulle pagine della Latteria di Chiuro, racconto i progetti educativi che prendono forma nelle scuole, nelle comunità e sul territorio. Di solito sono io a fare le domande, ad ascoltare le esperienze degli altri e a raccontare ciò che nasce dall'incontro fra persone, istituzioni e imprese.
Questa volta, però, metto da parte il taccuino e rispondo alle domande che più spesso mi vengono rivolte da insegnanti, amministratori, colleghi e partner di progetto.
Nasce, così, una narrazione del percorso che, anche grazie alla Latteria di Chiuro e al lavoro di coordinamento di Matilde Robustelli della Cuna, ha permesso di costruire negli anni una rete educativa sempre più ampia, capace di mettere in dialogo scuola, territorio, imprese, istituzioni, associazioni e mondo della cultura. Una rete che oggi continua a crescere, dentro e oltre la Valtellina.
Come nasce questo modo di lavorare?
Nasce dalla convinzione maturata in tanti anni di lavoro nelle scuole e sostenuta dalla ricerca scientifica. L'educazione non può limitarsi a trasmettere informazioni. Le persone imparano quando fanno esperienza, si mettono in gioco e ciò che scoprono entra nella loro vita quotidiana. Per questo i percorsi che progettiamo si fondano sulla metodologia del laboratorio e della ricerca-azione: bambini, ragazzi, insegnanti e anche gli adulti diventano protagonisti del processo educativo. Non partiamo da teorie astratte, ma dall'osservazione della realtà, dal cibo, dall'ambiente, dalle relazioni, dal territorio.
Negli ultimi anni la collaborazione con la Latteria di Chiuro è cresciuta molto. Qual è stato l'elemento decisivo?
L'elemento decisivo è stato l'incontro con Matilde Robustelli della Cuna, che da anni segue i progetti educativi della Latteria di Chiuro. Matilde ha avuto la capacità di guardare oltre il tradizionale concetto di educazione alimentare, intuendo che il cibo può diventare uno strumento per parlare di sostenibilità, cultura, salute, ambiente, cittadinanza e comunità. È stata lei a costruire, con pazienza e competenza, una rete di relazioni che oggi coinvolge scuole, famiglie, amministrazioni, fondazioni, imprese, associazioni e professionisti. Senza questa capacità di creare sinergie molti dei progetti realizzati non sarebbero stati possibili.
Che ruolo svolge oggi la Latteria di Chiuro?
Credo che oggi la Latteria di Chiuro rappresenti un esempio molto interessante di impresa, che interpreta la propria responsabilità sociale in modo evoluto. Non sostiene semplicemente iniziative educative, ma diventa un luogo di mediazione culturale, capace di mettere attorno allo stesso tavolo mondi diversi. È un modo nuovo di fare educazione, perché le competenze non rimangono chiuse nei singoli ambiti ma si integrano, generando percorsi condivisi che valorizzano le risorse umane prima ancora di quelle economiche.
In questa rete si inserisce anche Mèlia ETS. Di cosa si occupa?
Mèlia ETS è un'associazione che opera nell'ambito dell'educazione, della sostenibilità e della promozione di sani stili di vita. Nasce proprio dalla volontà di creare connessioni tra professionalità diverse e sviluppare progetti capaci di mettere in relazione scuola, territorio, cultura, ambiente e alimentazione. Oggi collabora con numerosi enti pubblici e privati, coordina percorsi educativi e partecipa a iniziative che riguardano l'educazione alimentare, la sostenibilità, la valorizzazione delle produzioni locali e il benessere delle comunità.
La collaborazione con la Latteria di Chiuro ha rappresentato un passaggio fondamentale anche per Mèlia ETS, perché ha aiutato a dare stabilità e continuità a una rete che oggi supera i confini della Valtellina e coinvolge altre province lombarde e altre regioni. L'idea è semplice ma ambiziosa: mettere in relazione competenze differenti, costruire alleanze e fare in modo che ogni progetto lasci sul territorio strumenti, relazioni e nuove opportunità.
Una rete molto ampia...
Sì, ed è probabilmente il risultato più importante raggiunto in questi anni. Attorno ai progetti educativi si sono ritrovati soggetti molto diversi: Associazione Mèlia ETS, Azienda Agricola Franchetti, Molino Filippini, Dall'Oca, Unione Panificatori della Provincia di Sondrio, ERSAF Lombardia, Fondazione Pro Valtellina, Fondazione Lombardia per l'Ambiente, Fondazione AEM, Provincia di Sondrio, BIM, Comune di Sondrio, Comune di Talamona, Comune di Pavia e naturalmente le scuole.
Ognuno porta competenze differenti, ma tutti condividono un obiettivo comune: offrire ai giovani occasioni autentiche di crescita, facendo dell'educazione un patrimonio collettivo. È proprio questa pluralità di sguardi che rende i progetti ricchi e capaci di evolversi anno dopo anno.
Quest'anno avete realizzato quattro percorsi molto diversi tra loro. Che cosa li unisce?
Sono diversi nei linguaggi, ma hanno la stessa filosofia. Scoprire nuovi gusti insieme ha coinvolto gli istituti superiori, mettendo gli studenti al centro della progettazione e della riflessione sul rapporto tra alimentazione, produzioni locali e sostenibilità. Il gusto della natura ha accompagnato bambini e insegnanti a scoprire il legame tra biodiversità, ambiente e alimentazione attraverso esperienze dirette, tanto da ricevere un importante riconoscimento dalla Fondazione Lombardia per l'Ambiente. I segreti del latte: miti, leggende, sapori e ricordi ha utilizzato racconti, arte e linguaggi audiovisivi per trasformare il latte in un ponte tra memoria, cultura e creatività, coinvolgendo anche il regista Michele Rovati e aprendo la strada a nuovi sviluppi con le scuole primarie e secondarie del territorio. Infine Talamona a scuola di benessere ha dimostrato come alimentazione, musica e movimento possano diventare strumenti per costruire relazioni tra scuola, famiglie, produttori locali e comunità.
In tutti i percorsi il monitoraggio ha restituito risultati molto incoraggianti: accanto all’ aumento delle conoscenze, una maggiore partecipazione, nuove relazioni e cambiamenti concreti negli atteggiamenti dei ragazzi.
Qual è il risultato che ritenete più importante?
Più dei numeri, ci interessa ciò che resta dopo la conclusione di un progetto. Quando vediamo che le scuole continuano a collaborare, gli insegnanti fanno proprie le metodologie sperimentate, i ragazzi modificano davvero il loro modo di guardare il cibo e l'ambiente, significa che il percorso ha lasciato un segno.
Ma soprattutto rende orgogliosi vedere che ogni anno la rete si allarga. Nuovi partner chiedono di partecipare, nuovi territori manifestano interesse, nuove scuole entrano nei percorsi. Significa che i progetti non appartengono più a una singola realtà, ma sono diventati un patrimonio condiviso.
Guardando al futuro, quale direzione immaginate?
Vorremmo che questa rete continuasse ad allargarsi. Le sfide che riguardano alimentazione, sostenibilità e benessere richiedono sempre di più competenze diverse che lavorano insieme.La Latteria di Chiuro ha dimostrato che un'impresa può diventare un autentico motore culturale del territorio. Oltre a promuovere prodotti di qualità, investe nella crescita delle persone, nella costruzione di relazioni, nella valorizzazione delle risorse umane e nella diffusione di una cultura della sostenibilità.
È questa la sfida più bella: fare in modo che ogni progetto non sia un punto di arrivo, ma l'inizio di nuove collaborazioni, nuove idee e nuove comunità educanti.

Carla Barzanò
Carla Barzanò, dietista, giornalista, esperta di didattica dell’educazione alimentare, autrice di diversi libri dedicati ai bambini e alle famiglie, conduce dal 1989 laboratori di cucina e di assaggio per adulti e bambini. Ha progettato e coordinato numerosi progetti di educazione del gusto costantemente monitorati e rinnovati con la metodologia della ricerca-azione, con l’obiettivo di valorizzare gli aspetti quotidiani dell’alimentazione. In queste sedi ha incontrato un folto gruppo di interlocutori, di ogni fascia d’età. Si impegna a divulgare pratiche per una alimentazione sostenibile in sintonia con gli obiettivi dell’agenda Onu 2030.

